Mistero Bardellino, tutto sulla nuova indagine. Ecco il verbale che riapre il caso



SAN CIPRIANO D’AVERSA. Un dato è certo. Una nuova inchiesta è stata aperta dalla Procura Antimafia su Antonio Bardellino, il capo dei capi, morto in circostanze misteriose nel maggio 1988 in Brasile, prima che cominciasse l’ascesa criminale dei Casalesi di Schiavone e Iovine.
Una verità questa sancita anche a livello giudiziario, ma che continua ad insinuare il tarlo del dubbio visto che il corpo di Bardellino non è mai stato trovato e non di rado anche i pentiti avanzano dubbi sulla verità ufficiale. Da questo punto di vista le dichiarazioni più pesanti, ancorchè da soppesare con grande cautela sono quelle di Antonio Iovine che di Bardellino è stato un delfino, anche per l’appartenenza geografica (sono entrambi sanciprianesi) prima di prendere egli stesso la guida della criminalità organizzata sul territorio.

 
Due verbali, a distanza di un anno e mezzo l’uno dall’altro. Il primo è del maggio 2014 (ne potete vedere uno stralcio allegato) ed è contenuto nell’ordinanza relativa all’omicidio del vigile urbano Antonio Diana, consumato nel 1988, ma eseguita nei mesi scorsi. Proprio il pentito dice di non aver mai sentito parlare del passaporto del vigile trovato dopo un incidente aereo, ma ricorda che a Santo Domingo viveva la compagna di Bardellino.

 
Un anno e mezzo dopo, però, Iovine corregge il tiro e colloca nel tempo la decisione di uccidere Diana dopo il disastro aereo delle Azzorre, quando venne ritrovato proprio il passaporto del vigile urbano. Questi gli antefatti. La nuova indagine, partita dalla Dda di Napoli, è in realtà ancora in fase embrionale ed avrebbe un obiettivo primario: ricostruire il patrimonio di Bardellino, un tesoro che si sarebbe dissolto, almeno in parte, con la morte del boss.

 


Iovine e Bardellino

A seguire il caso sono due pm del pool Antimafia: Catello Maresca e Simona Rossi, mentre le attività infoinvestigative sono portate avanti dagli uomini della Dia di Napoli, agli ordini dal capo Giuseppe Linares. Tra i primi atti di questa inchiesta, come svelato nei giorni scorsi da “Il Fatto Quotidiano”, c’è la convocazione di una persona informata sui fatti, un giornalista che nel 1988 si interessò al caso Bardellino. Si cerca il tesoro del padrino, ma chissà che non possa uscire anche altro.

LO STRALCIO DEL VERBALE



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