Chiusura delle festività natalizie con il presepe vivente ispirato a quello di Greccio




ARIENZO. Il freddo non ha impedito la tradizionale rappresentazione del presepe vivente che venerdì 6 gennaio, alle ore 18.00, com’è consuetudine da dieci anni, ha avuto luogo nella frazione Costa. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi è il titolo della rappresentazione della natività che nel giorno dell’Epifania ha chiuso le festività natalizie ad Arienzo. Il presepe organizzato da volontari della comunità Costa, insieme al sacerdote don Michele, si è ispirato al primo presepe vivente della storia, quello realizzato a Greccio nel lontano 1223 da San Francesco d’Assisi.


Costa è una contrada della parrocchia adiacente la chiesa di  San Martino in cui, nelle piccole case della frazione, è stato riprodotto il piccolo villaggio di Betlemme con le sue varie attività: il mercato, la bottega del fabbro e del falegname, la taverna, il frantoio, il forno, etc., ma sono state costruite anche scene di ambientazione diverse, come quelle del Palazzo di Erode, del Tempio, dell’Annunciazione, dei pastori con le pecore e della visita dei Magi presso la capanna della Natività, quest’ultima predisposta su un pendio naturale molto suggestivo e con un Gesù bambino interpretato da un bebè in carne ed ossa.

ALCUNI MOMENTI DEL PRESEPE VIVENTE

Il visitatore, accompagnato da una guida, si è potuto immergere nel tipico paesaggio palestinese dell’epoca di Gesù, un viaggio a ritroso fino a circa duemila anni fa. Presente all’evento anche l’amministrazione comunale, allontanatasi, per qualche minuto, dal concerto di Natale che si stava svolgendo in piazza Valletta.

                  FRANCESCA CRISCI

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