Hamsik commuove i napoletani con una lettera da brividi


SPORT. “Napoli e l’Italia mi hanno dato tutto quello di cui ho bisogno. Il calcio e’ importante per me e aver giocato per il Napoli per dieci anni e’ stato l’onore piu’ grande della mia vita”.

E’ una vera e propria lettera d’amore quella che Marek HAMSIK scrive per “The Players’ Tribune”, rievocando la sua carriera dagli inizi fino all’arrivo a Napoli, dove e’ rimasto per una ragione che “va oltre il calcio. A Napoli mi sento parte di una comunita’, di una famiglia che ha un posto speciale nel mio cuore. Nella vita ho bisogno non solo di uno stipendio e di trofei, ho anche bisogno di sentire profondamente nella mia anima. Napoli mi ha dato questo ed io le saro’ grato in eterno”.

“A Napoli, non abbiamo un solo allenatore. Ne abbiamo tre milioni – sottolinea ancora il centrocampista slovacco – Ogni uomo, donna e bambino sa cos’e’ meglio per il Napoli. Quel sentimento, quella passione, e’ nel loro sangue. A Napoli, il calcio e’ come una religione e lo Stadio San Paolo e’ la sua chiesa. Io ci sono abituato. Il calcio e’ la mia vita da ventinove anni. Percio’, quelle sensazioni che scorrono nelle vene dei napoletani, beh, scorrono anche nel mio sangue”. Ricordando il suo arrivo nel 2007 dal Brescia, “dalle prime ore avevo capito che lo Stadio San Paolo era diverso da qualsiasi altro posto del mio passato e futuro. Era evidente che Napoli era una citta’ speciale e il Napoli una organizzazione speciale”. L’affetto dei tifosi lo ha lasciato a bocca aperta.

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“Quando abbiamo vinto la Coppa Italia nel 2012, ho capito che cosa era veramente Napoli. La citta’ non aveva vinto un trofeo da venticinque anni e dopo la nostra vittoria a Roma ho visto una nuova Napoli. Sembrava una citta’ impazzita. Quando vinci a Napoli, e’ la vittoria piu’ bella del mondo perche” non sono solo i giocatori a vincere, ma e’ la citta’ e la sua gente che vince. E’ questo che la rende speciale. Non avremo lo stadio piu’ grande d’Europa – o dell’Italia, ma i nostri sostenitori lo fanno sembrare enorme. Per me l’eco dell’inno della Champions League allo Stadio San Paolo e’ la melodia della perfezione”.

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