Scoperto summit di camorra in un campo di calcetto


CASAL DI PRINCIPE. Un campo di calcetto, due porte, dieci ragazzini in campo e tre persone oltre la rete. Nessuno ci fa caso, presi come sono dalla partita, ma in quel momento si stanno decidendo le sorti del clan Bidognetti 3.0. “La nuova gerarchia” l’hanno chiamata gli investigatori. Di nuovo però ci sono le carte di identità e poco altro. I metodi restano quelli cari alla vecchia camorra, che ben può ricordare Michele Bidognetti, fratello del capoclan “Cicciotto ‘e Mezzanotte”.

E’ lui il protagonista del summit di camorra svelato nell’ultima indagine sul clan dei Casalesi ed avvenuto in un campo di calcetto della zona di Casal di Principe. Insieme a lui ci sono Massimo Perrone ed un altro uomo che poi racconterà tutto alla Dda. Siamo nel 2016 e Michele Bidognetti è un sorvegliato speciale (sarà poi arrestato): secondo la ricostruzione dell’Antimafia sarebbe stato lui a dar mandato a Perrone di riallacciare i contatti con commercianti di Parete e del litorale domizio per le estorsioni. Un passaggio di consegne in piena regola al punto che, secondo questa testimonianza, Perrone da allora non si sarebbe mosso anche sul fronte del racket.

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Perrone, anche in virtù di questo rapporto con la famiglia Bidognetti, si comportava da “chioccia”  ciò che è emerso con grande evidenza in questi mesi di indagine, spiega un investigatore, è stata la fame che il gruppo aveva di conquistare posizioni di egemonia nella gestione degli affari illeciti, anche in antitesi ai clan tradizionali, come i Mallardo di Giugliano e i Puca di Sant’Antimo.

Per quanto riguarda i Casalesi, il gruppo avrebbe ricevuto la benedizione di Michele Bidognetti, fratello del boss Francesco, alias Cicciotto e Mezzanotte; sembra che parte delle tangenti provenienti dalle estorsioni andasse proprio alla famiglia di Michele, che è stato arrestato nel maggio del 2016 dalla Polizia di Stato con l’accusa di essere il reggente del clan dopo gli arresti di figli e luogotenenti del fratello capoclan.



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