“Devo ammazzare uno che dà fastidio alla mia ragazza”: la telefonata choc


AVERSA. “Devo litigare con uno che sta dando fastidio alla mia fidanzata, anzi lo devo proprio ammazzare”. E’ questa la frase che agli inquirenti toglie ogni sospetto sul fatto che Ciro Guarente abbia usato premeditazione nell’uccidere Vincenzo Ruggiero, il convivente della sua fidanzata, la trans Heven Grimaldi. L’ex marinaio l’ha proferita mentre era al cellulare con De Turris, suo vecchio amico e vicino di casa (i due abitavano in stabili adiacenti) vanta un curriculum di tutto rispetto sotto il profilo dei reati. Pluripregiudicato, ha compiuto furti, rapine, procurato lesioni, opposto resistenza a pubblico ufficiale. Mai, però si era spinto a concorrere a un omicidio.

Fermato due giorni fa, l’uomo è stato interrogato a lungo dagli inquirenti della procura di Santa Maria Capua Vetere e in un primo momento ha rifiutato ogni addebito. Poi, messo alle strette da indizi e prove ha ceduto. A incastrare il 51 enne sono state, secondo quanto riferiscono i vertici dell’Arma, numerose intercettazioni telefoniche che dimostravano i contatti, ripetuti e ad un’ora insolita, con Guarente proprio nell’arco di tempo nel quale l’omicida dovrebbe aver ammazzato il giovane Vincenzo.

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De Turris ha raccontato di aver soddisfatto la richiesta del vecchio amico che gli aveva chiesto un’arma dimostrando la propria consapevolezza del motivo per il quale Guarente la voleva. Arrivando perfino a consigliargli un a calibro 7,65 con la quale avrebbe certamente raggiunto il suo obiettivo. Circostanza che ha confermato l’ipotesi investigativa maturata dopo l’esame autoptico durante il quale erano stati ritrovate due ogive di questo stesso calibro.

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Aversa – sotto il coordinamento della procura di Napoli Nord – non hanno mai smesso di indagare sull’omicidio, a partire da quando sono scaturiti forti sospetti sul fatto che quella di Vincenzo da casa non fosse un’assenza volontaria, dopo l’arresto e la confessione di Guarente, il 27 luglio, e dopo il ritrovamento del cadavere fatto a pezzi e sepolto sotto il cemento. Che l’omicida avesse avuto un complice era praticamente una certezza. De Turris, che dovrà rispondere di concorso in omicidio, è ora nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, lo stesso dove si trova Guarente.



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